di Monica Ferrigno e Carlo Dameno.
Puoi vedere i nostri progetti nel sito www.ildoppiosegno.it

ACER 50 ANNIVERSARY

Quattro scultori, due pittori, un Grafico, tre industrial designer, un engineering designer, uno scenografo, due fashion designer, un interior designer  interpretano sei decadi tecnologiche dagli anni '70 ad oggi e oltre. Un progetto a cura di Acer.  Ildoppiosegno design studio alla guida dell’workshop. Si è conclusa la due giorni per celebrare il compleanno di Acer con un piacevolissimo evento al Museo della Scienza e della tecnologia a Milano.  Durante l’evento le sei opere dei creativi, nativi digitali, guidati da ildoppiosegno sono state esposte in un Private Art Show, nella suggestiva Sala delle Colonne. Un grazie a: Cristina Pez e Cristina Gualteri di Acer che ci hanno dato massima fiducia, a Lorenzo Gecchelin che ha documentato tutto il percorso, a Carmelo Di Bartolo che ci ha coinvolto nel progetto e a tutti i ragazzi che ci hanno tolto dieci anni di vita durante il percorso per poi restituirceli con gli interessi in queste due serate al Museo! più info sull’insta de ildoppiosegno.

!5 creativi con skill differenti: Brera, Ied, Politecnico di Milano, Raffles Milano





















vedi l'articolo su ITALIANI di Frontiera e su Libero Nuovo Blog

Gli anni ‘70 

rappresentano  sicuramente un’ epoca di grande cambiamento tra l'era industriale meccanica analogica e l'era digitale moderna,  arriva il  Personal Computer, ci si prepara al futuro imminente ma, comunque, si vive in un quotidiano analogico, si prendono appunti sul quaderno, le informazioni stanno su nastro magnetico, come se ci fosse una sorta di inerzia di congelamento, di attesa del futuro 

‘86 ‘96

È la decade della moda, con Armani e Versace, delle supermodelle che diventano icone strapagate.La musica si ascolta su cd, il film si vedono su VHS  e si noleggiano da Blockbuster. Siamo ancora collegati/connessi con i cavi, circondati da oggetti più o meno tecnologici con tanti "bottoni" da schiacciare

‘96 ‘2006

Arriva il digitale. Arriva Skipe, E tutto è portatile, dopo il  boom economico arriviamo al consumismo estremo. Assistiamo alla corsa all’ultimo modello, datemi un telefono qualunque esso sia!

2006 2016

Esplode you tube,  i social media, si perdono i fili per la connessione, nasce il cloud, i linguaggi cambiano in ogni settore, tutto passa attraverso uno schermo, le informazioni sono tante,  i tasti fisici non bastano più 

2016 2026

Realtà aumentata, stampa 3d, 5G, display oled. Un periodo molto vicino a noi quindi ancora difficile da leggere e non ancora interiorizzato. Un periodo di stasi e di conflitti

2026-futuro

Diffusione dell’AI .Preoccupazione per il clima che cambia, economie a bassa emissione. forse una maggiore responsabilità collettiva? 


Chiara Sibilla, scultrice  e Letizia Camerini, interior designer.

Hanno affrontato i mitici anni settanta. Un periodo di grandi cambiamenti, non solo tecnologici, ma anche un periodo di stasi come se molti volessero congelare questi magnifici anni in attesa del futuro imminente. Nel loro progetto, Jell-o’clock, vedremo come la sospensione del tempo si materializza in una gelatina anni Settanta, dalla consistenza morbida e cristallina, che ingloba oggetti quotidiani emblematici della rivoluzione culturale:  L’opera funziona come una formaldeide simbolica: conserva e isola frammenti di memoria collettiva, trasformando la tavola conviviale in un museo edibile, sospeso tra nostalgia, celebrazione e silenziosa rimozione delle sue contraddizioni.





Chiara e Letizia Ascoltano un brano dall’walkman TPS-L2 prodotto da Sony, di colore blu-argento, in vendita in Giappone dal 1º luglio 1979


1976-1986
Jell-o’clock  
 
La sospensione del tempo si materializza in una gelatina anni Settanta, dalla consistenza morbida e cristallina, che ingloba oggetti quotidiani emblematici della rivoluzione culturale: 
la musicassetta, simbolo di sperimentazione sonora; la Polaroid, icona di immediatezza visiva; il telefono a filo, traccia di un intimo mondo analogico. L’opera funziona come una formaldeide simbolica: conserva e isola frammenti di memoria collettiva, trasformando la tavola conviviale in un museo edibile, sospeso tra nostalgia, celebrazione e silenziosa rimozione delle sue contraddizioni.

Letizia camerini, interior designer e Chiara Sibilla, scultrice 


1986 1996
Marco Merati, scultore, Susanna Vergani e Linda Lo Verso, fashion designer.

“C’è Gigi? No… E la Cremeria?” Su questo dialogo al citofono nasce una fortunata serie di spot della Cremeria Motta, durata per tutti gli anni 90. con una giovanissima Nancy Brilli e la Regia ad opera di Nanni Loy.
Il citofono, in quegli anni, assolve qualcosa in più che la sua mera funzione
Connettersi richiedeva tempo, attesa, presenza. 
Un citofono diventerà il fulcro dell’opera, soglia concreta tra le persone e le loro voci. Intorno, fili e cavi si intrecciano nel tessuto, trasformando l’oggetto nell’origine di una rete fisica e visibile. La lentezza del fare rispecchia quella del comunicare, restituendo valore al tempo della relazione.





Marco e Susanna hanno scelto, per la colonna sonora, lo stereo portatile Sanyo M7900K Mini & Slim Boombox Made in Japan, siamo nel 1982. Linda porta con sè un’ icona Italiana degli anni 80, lo zainetto Invicta Minisac


1986-1996
“Citofona che scendo”
Connettersi richiedeva tempo, attesa, presenza. 
Un citofono diventa fulcro dell’opera, soglia concreta tra le persone e le loro voci. Intorno, la maglieria prende forma lentamente, punto dopo punto, attraverso un processo paziente e ripetuto che costruisce materia e significato. 
Fili e cavi si intrecciano nel tessuto, trasformando l’oggetto nell’origine di una rete fisica e visibile. La lentezza del fare rispecchia quella del comunicare, restituendo valore al tempo della relazione.

Linda Lo Verso e  Susanna Vergani, fashion designer, Marco Merati, scultore



1996 2006
Giulia  Nozzolino, pittrice e Luigi Canfora, car designer.


 
Tra il 1996 e il 2006 la globalizzazione accelera e la tecnologia si impone come simbolo di status e appartenenza.
Il loro progetto racconta l’ambivalenza di un’epoca sospesa tra entusiasmo tecnologico e deriva consumistica.



Giulia ha scelto una cover appariscente per il suo Nokia 2110, il primo telefonino in grado di ricevere ed inviare messaggi , siamo nel ‘94, con la mitica suoneria ‘Nokia Tune’. Luigi indossa la leggendaria felpa FIAT; nei primi anni 2000 il marchio automobilistico storico diventa anche un brand di moda "lifestyle" e "heritage", trasformando l'abbigliamento in un tributo alla propria storia e alle proprie vetture.

1996 2006

404 
Satisfaction not found 
 
Tra il 1996 e il 2006 la globalizzazione accelera e la tecnologia si impone come simbolo di status e appartenenza. I primi cellulari non sono più semplici strumenti di comunicazione, ma icone di desiderio e competizione. Le mani intrecciate rappresentano la massa anonima e l’ossessione collettiva per il possesso dell’ultimo modello. 
I dispositivi emergono come oggetti contesi, riflettendo accumulo, bisogno di riconoscimento e l’ambivalenza di un’epoca sospesa tra entusiasmo tecnologico e deriva consumistica.

Giulia  Nozzolino, pittrice e Luigi Canfora, car designer

2006 2016
Daniele De Vecchi, product designer Tommaso Avantario, scenografo e Alessandro Vaccariello, scultore 

Siamo nell’era del del touch. Prima del 2007, l’interazione era una questione di ingranaggi: si doveva premere, ruotare e cliccare. Con lo smartphone, l’oggetto si spoglia di ogni protuberanza per farsi lastra inerte, dove il gesto della mano prevale sul tasto fisico.
il rettangolo nero dello schermo, metafora della realtà digitale diventa lo spunto  per il loro progetto 


Siamo a metà degli anni 2000; grazie al suo mollettone si aggancia a giacche e felpe, l'iPod Shuffle, è nella la quarta generazione di Ipod lanciato nel 2010 e ritirato nel 2017





2006-2016
Trionfo del gesto
 
L’opera cristallizza il passaggio dalla resistenza meccanica all’era del touch. Prima del 2007, l’interazione era una questione di ingranaggi: si doveva premere, ruotare e cliccare. Con lo smartphone, l’oggetto si spoglia di ogni protuberanza per farsi lastra inerte, dove il gesto della mano prevale sul tasto fisico. Attraverso un’anamorfosi di pannelli sospesi, l’installazione ricompone frontalmente il rettangolo nero dello schermo, metafora della realtà digitale. Spostandosi lateralmente, l’unità si frammenta svelando l’elemento umano dell’impronta digitale. Le tracce sulle superfici diventano così fossili moderni, testimonianza del nuovo rapporto fisico tra corpo umano e smartphone

Tommaso Avantario, scenografo, Daniele De Vecchi, product designer e Alessandro Vaccariello, scultore


2016 2026
Tommaso Grazioli, visual designer, Maya Rijobert, engineering designer, Ivan Villa, product designer

Hanno affrontato il decennio 2016 2026
‘In questo decennio abbiamo imparato a proteggere lo sguardo, scegliendo cosa rendere nitido e cosa lasciare sfocato. 
Ci siamo rifugiati in spazi percepiti come sicuri, circondati da pareti che promettevano protezione, mentre la fragilità del mondo si depositava silenziosa attorno a noi. 
L’indifferenza è diventata gesto quotidiano: ciò che ignoriamo non scompare, si insinua, cresce, modella e trasforma la realtà che ci circonda, fino a renderla irriconoscibile’.
Il nome del nostro progetto: «Maneggiare con indifferenza»


Nella foto Tommaso , Maja e Ivan sono tutti connessi e..senza fili.
La Ericsson sviluppa già il Bluetooth nel 1994;
I primi auricolari Bluetooth per all'ascolto musicale, sono stati rilasciati nel 2004; ma gli auricolari senza alcun filo tra loro (True Wireless Stereo - TWS) hanno iniziato a diffondersi dal 2015, con modelli come le Onkyo W800BT o successivamente le AirPods Apple. 





2016-2026
Maneggiare con indifferenza
 
In questo decennio abbiamo imparato a proteggere lo sguardo, scegliendo cosa rendere nitido e cosa lasciare sfocato. 
Ci siamo rifugiati in spazi percepiti come sicuri, circondati da pareti che promettevano protezione, mentre la fragilità del mondo si depositava silenziosa attorno a noi. 
L’indifferenza è diventata gesto quotidiano: ciò che ignoriamo non scompare, si insinua, cresce, modella e trasforma la realtà che ci circonda, fino a renderla irriconoscibile.

Tommaso Grazioli, visual designer, Maya Rijobert, engineering designer, Ivan Villa, product designer


2026 2036
Johny Kassis, scultore e Tommaso Frattini, pittore
 
A confronto due modi di vedere il futuro. Lo sguardo adulto è grigio e opaco: un corridoio di foschia modellato da abitudini e paure. 
Lo sguardo del bambino, luminoso e colorato pieno di aspettative e desiderio. 
L’opera di Johny e Tommaso invita a cambiare prospettiva per tornare a immaginare. 





2026-2036 
Under the fog 
 
E’ una struttura simile a una finestra che mette a confronto due modi di vedere il futuro. In alto, lo sguardo adulto è grigio e opaco: un corridoio di foschia modellato da abitudini e paure. 
In basso, solo abbassandosi all’altezza di un bambino, appare una scena luminosa e colorata, piena di possibilità e desiderio. 
L’opera invita a cambiare postura e prospettiva per tornare a immaginare. 

Tommaso Frattini, pittore e Johny Kassis, scultore



















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