di Monica Ferrigno e Carlo Dameno.
Puoi vedere i nostri progetti nel sito WWW.ILDOPPIOSEGNO.COM

giovedì 8 dicembre 2011

prendi una decisione






















Testa o cuore?
arrivate le monete testa o cuore, per averle...
info@ildoppiosegno.com 
carlo dameno, monica ferrigno

mercoledì 16 novembre 2011

Furlan-Finissage






















Fuori tutto e dentro tutti!
Con il futile pretesto di concludere la personale di Manuela, ildoppiosegno ospiterà l'unica e sola data della rassegna pasta&basta, apologia del carboidrato.
Giovedì 24 novembre, a partire dalle ore 19.00
M.

lunedì 17 ottobre 2011

grazie a tutti

La mostra rimane aperta fino al 30 novembre, su prenotazione,  info@ildoppiosegno.com





































































...alessia, micol, cavallo blu, ivana, alfonso, valerio, nadia, vincio, marcella, l'arpa, ester, luca, beppe, andrea chiara, monica, manuela, annamaria, luca, damiano, matteo, manuela, guido, erika, andrea,ivan, serena, l'assistente, barbara, ciop,michele, luca marteen, matteo, gianni, fiorenza, camillo, emilia, fiorenzo, sofia, alessandro, macchi&moglie, marilù, claudio irene, ennio, alessandro, alessandra, raf, dedo ,giuseppe, gianna, daniele, giorgio, luca, philippe, marco, daniela, raffa, zuppa&brodo.......
aggiungete voi le eventual i(ehm, pressochè certe) colpevoli dimenticanze...ad ogni modo, davvero grazie a tutti voi che avete condiviso, partecipato e spaghettato con noi.
Naturalmente la personale continuerà fino ad autunno inoltrato, liberi quindi di tornare, postare o, per chi venerdì fosse rimasto a casa, di venirci a trovare, quì, sul blog o direttamente in studio, ciascuno secondo sua indole e natura.
ma. ma. mo. ma.

P.S.
Un ringraziamento particolare a marci e la sua "arpablu"
http://www.marcellacarboni.com/

mercoledì 21 settembre 2011

...continua...


venerdì 14 ottobre
personale di Manuela Furlan 
presso ildoppiosegno design studio
i lavori di Manuela su: http://www.manuelafurlan.altervista.org/














"Noi non ricordiamo gli anni, né i mesi, nemmeno i giorni per intero, ma i momenti. Nel suo scorrere
indifferente e ineluttabile il tempo talvolta inciampa, lascia traccia di caduta come un fermo
immagine nella nostra memoria. Il ritmo della narrazione si annoda in istanti e in accadimenti che
trasmutano dalla realtà esterna a quella interna. Si imprimono negli occhi e poi nella memoria,
vengono evocati nei sogni, nell'immaginazione fulminea che vive di dettagli.


Manuela Furlan ha la sensibilità, l'attenzione per la caduta nell'attimo di cui siamo soggetti o
spettatori, o forse meglio: testimoni.

Le scene rappresentate nella sua pittura agilissima, nervosa, introversa e competente, frutto di uno
sguardo per nulla avido, ma in allerta, sono di una lucidità analitica tesa e inquietante, sono
emersioni eruttive di vita e movimento.

La velocità è un lusso per l'artista contemporaneo, conquistato asceticamente, dove per askesis non
si intende nulla di effimero o nobilmente spirituale, ma quel che originariamente significava:
esercizio. E' nella rapidità infatti che si gioca la differenza tra lo scarabocchio e l'opera d'arte. Tocca
dirlo ancora? Si. Con la raccomandazione di rileggere le Lezioni americane di Calvino, per
avvicinarsi alla cultura dell'arte contemporanea.


I segni sono pochi, sono esatti, sono denotanti e non descrittivi né didascalici.

Furlan potrebbe anche non firmare i suoi lavori, in un mondo ideale beninteso, perchè la sagoma di
un ragazzo, di un vecchio e di un cane hanno il carattere di una firma a mano, requisito che permane
ostinatamente anche nella virtualità del nostro mondo evaporato nella tecnologia.

Busti e gambe di cui si percepisce la massa muscolare sotto i calzoni.

Mani intrecciate rigonfie e deformate dall'artrite che sorreggono una testa dallo sguardo perso, dalle
palpebre oblique sotto il peso degli anni, dei giorni che si accaniscono a risorgere. Uomo al caffè,
più che il ritratto di un uomo, è la rappresentazione della radicalità di uno stato d'animo sigillato in
una tristezza composta, in un'angoscia trattenuta, arresa, svelata dall'artista con tocco incandescente
aranciato che macchia il corpo incolore, in un ambiente diafano e fantasmatico di un gerontocomio
preso a ore, al prezzo di un caffè.

La presenza di un cane a volte catturato dal colore, compare in molte delle opere di Furlan.

Ad apparire randagio è l'umano, che gli sta vicino. Il suo volto è quasi sempre incompiuto,
addirittura cancellato da una pennellata impietosa. Rimane in lui il corpo animale, il corpo vitale
che passeggia con andatura meccanica, e si ferma se si ferma il cane, con la paletta in mano per
asportare i suoi escrementi. Una vita diligente, la sua, una condotta civile, una lotta afona con un
ambiente che lo sopraffà, lo inghiotte con una matericità ispessita, raggrumata, raggrinzita, lo
permea di sé, e da cui può uscire a tratti, a momenti, con la rivincita del nero che salva i suoi
contorni.

Chi si impone sulla scena è il cane. La sua anatomia, la sua dinamicità, le fauci aperte per l'abbaio
furibondo di fronte ai nonnulla di un'esistenza, di un mondo, che per l'uomo sono sempre così poco
interessanti...L'uomo non ha rabbia. La rabbia la prendeva per il morso di un cane ammalato. Poi
hanno inventato l'antirabbica, benemerita certo, insieme a una congerie ovattata di vaccinazioni
emozionali che ci hanno addestrati all'oblio e a una mansuetudine mascherata da serenità come
nessun animale mai.

La persona è stata liquidata dalla relazione, dall'appartenenza viva e volontaria a una comunità. Due
seduti su una panchina, guardano in direzioni opposte per non correre il rischio di incrociare gli
sguardi. La donna non è bionda, ma gialla come il cavallo alle sue spalle che occupa la sua
inconsistenza piantandole gli zoccoli nel petto.

C'è un grande atto di sovversione nell'uso del colore. Il lilla che intride un'opera su cartone è uno
sberleffo alla vie en rose. I soggetti sono uno più uno, e non faranno mai due, anche avessero
passato la vita insieme.

Quel cane che ritorna è un intruso. Copritelo con la mano, e rimarrà un bellissimo quadro. Prima o
poi però dovrete toglierla, e vi ricorderete delle intrusioni, della tolleranza forzata, del dover
prendersi cura, del sentimento dell'amore che per lo scrittore Jonathan Safran Foer è “fare per me
cose che si hanno in odio. E' questo che significa essere una famiglia”. 

Cristina Muccioli
critico d'arte.

 
 
 

venerdì 16 settembre 2011

Liaf














Kim Noce e Shaun Clark di Mew Lab sono orgogliosi di aver creato, per quattro anni consecutivi, il  LIAF trailer per promuovere il festival che si svolge in diverse sale cinematografiche a Londra
LIAF  mostra ogni anno centinaia di film da 30 paesi diversi, vetrina dell'intero scenario della  animazione creativa, dimostrando che l'animazione non è solo blockbuster ed effetti speciali. 

Sopra il link al tariler del 2008, animazione realizzata in gesso e cut-out collage
Moreno Dalca
 

lunedì 5 settembre 2011

moda di plastica per Jimmy Choo


















Ops!....ma guarda un po' cosa ha fatto capolino dal nostro "armadio"...sarà stato come calamitato dalla frizzante atmosfera che avvolge e coinvolge Milano alla vigilia della Vogue fashion night's out, che dite? chissà...
fatto sta che non ne vuole proprio sapere di ritornare obbediente nell'archivio, quindi, non ci resta altro che darle lo spazio  che chiede.
Eccola: una clutch ingegnerizzata  da Ildoppiosegno per Jimmy Choo.
Un  oggetto in cui moda, arte e design si fondono sinergicamente dimostrando di non essere tendenze opposte, ma complementari, orientate da un’attitudine critica che si realizza in una reciproca contaminazione  e che si concretizza  in un accessorio, in un microuniverso, a portata di mano.


in foto: disegni e prototipo di "Magazione Bag" ingegnerizzazione e accompagnamento alla produzione (made in Italy) di Monica Ferrigno         Jimmy Choo, 2007 

giovedì 30 giugno 2011

Christo che vacca






















Omaggio all'artista Christo.
Moreno Dalca

In foto: disegno di monica ferrigno per "Cow Parade Milano" esposto presso Naba quando ancora Ildoppiosegno non esisteva

martedì 21 giugno 2011

perspectives





















Mikayel Ohanjanyan
In occasione della 54° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia.
un’opera, che è una ricerca sulla forma e lo spazio introverso, con una riflessione fra l’accaduto e l’avvenire, apparenza – realtà, spazio – immaginazione, staticità – dinamicità, forma – poesia, fuori – dentro…
Una grande struttura cubica di ferro ossidato, all’interno della quale si intrecciano numerosi fili, che creano delle superfici geometriche con delle frasi codificate in codici a colori, in attesa di essere decifrate. L’impatto con uno spazio sconosciuto e atemporale, carico di tensioni e di prospettive, cattura il visitatore e con l’aiuto della realtà aumentata lo induce ad un gioco, ‘viaggio’ di scoperta dello scritto, che diviene rivelazione.
foto  © VjVisualoop

giovedì 16 giugno 2011

lunedì 13 giugno 2011

bauwow!

























E' possibile ritagliare dalle pagine di un giornale la ricetta della felicità?
in questo caso crediamo proprio di sì..
  ecco cosa ti serve:
*una tazza di farina bianca, una tazza di farina di segale, una tazza di farina integrale
*un uovo
*una tazza di mix di semi vari scelti tra :lino, sesamo, psillio,
*due cuccchiai colmi del migliore olio d'oliva reperibile sul pianeta
*una tazza di brodo di pollo o manzo
*acqua q.b
 mattarello
formine per biscotti
Riunite tutti gli ingredienti in una ciotola e mescolate energicamente aggiungendo un poco alla volta i liquidi (olio acqua e brodo), quando l'impasto avrà una consistenza omogenea stendetelo con il mattarello e ritagliate le formine disponendole, poi, su una teglia ricoperta da carta forno.
Infornate per circa trenta minuti ad una temperatura di 180°

in foto:il nuovo contenitore portacrocchette disegnato per BAYER da monica ferrigno e carlo dameno

per gli orfani della meraviglia




Ecco,
al momento questo spazio lo trasformiamo in fionda per le idee,nel senso che non ne formuliamo di personali e originali, ma ci limitiamo a rilanciare cose che sono nell'aria e che hanno il respiro dell'evento...parola abusata , ma concetto determinante..
...comunque, a voi un paio di "cosette" da aggiungere alla lista dei desideri per l'estate, pronti?
Via!
Visita al Maga di Gallarate per  L'anima del Novecento, andateci davvero, e di corsa,perchè questo è l'ultimo fine settimana disponibile per un incontro con la struggente poesia di Alberto Giacometti.
 Avete tempo fino al 19 giugno, ultima data disponibile anche per Art Basel che, chiudendo i battenti, lascerà la città più disponibile e accogliente per ospitare la coppia Serra-Brancusi,  in scena alla fondazione Beyeler a Riehn fino al 21 agosto giorno in cui traslocherà per meritate vacanze a Bilbao.
Partire, partire...sentire
m.


venerdì 27 maggio 2011

cosa è rimasto?

Dunque dunque, in effetti la gestione a singhiozzo del blog non è proprio ottimale...portate pazienza è che le idee sono tante e come spesso accade generano un sovraffollamento di cose che vanno prima fatte e poi, solo poi (e magari, tra l'altro,) condivise...
Microsalto indietro temporale per il debutto di "quel che rimane".
L'inaugurazione è avvenuta mercoledì scorso , ma la mostra rimarrà aperta e accessibile fino al 5 giugno, mi capita di dirlo raramente, ma, sul serio, è davvero un'occasione..
..a voi, libero spazio a commenti &co..
M.

martedì 17 maggio 2011

quel che rimane















manuela furlan


Dal 25 Maggio al 5 Giugno 2011 alla Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele, Milano




In foto: viscera tecnica mista su tela 67X88


lunedì 16 maggio 2011

glassofono




























non è un prodotto , non è un oggetto di design, non è una scultura; semplicemente “scondizionato”  il glassofono è uno strumento per musica da tavola.  Il suono scaturisce grazie al movimento dell'aria, la resa sonora è inaspettata perché simulata da un computer.
Glassofono è uno strumento"dialogico": i cucchiai si muovono con movimenti semplici, analogici, generando un suono artificioso, digitale



come funziona: http://www.ildoppiosegno.com/ricerca6.html


Progetto realizzato da Carlo Dameno in collaborazione con Avetik Kalashian  per l’evento Soundesign organizzato da Giulio Iacchetti e Lorenzo Palmieri in occasione del salone del mobile







sì, dobbiamo ammetterlo, abbiamo una scansione temporale fatta a modo nostro.. le stagioni si incrociano, si compenetrano si dissolvono l’una nell’altra.
I confini sono labili, le definizioni languide, indulgono sulle line di confine cancellandone le rigide demarcazioni e facendo confluire pensieri idee cieli e temperature l’uno nell’altro.
Una visione fluida da cui lasciarsi guidare alla scoperta di quelle convergenze che  ci hanno fatto scegliere il tema per l’estate arte & design…come? Cosa?
Il tema non vi è nuovo?
No, in effetti non è l’originalità il motore di questa scelta, ma l’esserci trovati sotto mano delle opportunità e delle esperienze che desideriamo condividere ci ha fatto decidere… siamo personcine concrete
La tentazione di pontificare su arte e design decidendo cosa sia l’uno e cosa sia l’altro l’abbiamo definitivamente accantonata (perlomeno ci tentiamo)… quello che davvero ci incuriosisce e ci interessa sono le convergenze, i punti di contatto tra i vari ambiti scoprendo, magari, che le dicotomie possono essere risolte con qualche cosa di diverso rispetto alla contrapposizione..
Marta Murelli

lunedì 11 aprile 2011

Inverno food ?
Questa era la premessa ed in effetti.. siamo in piena rivoluzione stagionale , ma sapete quando, nonostante il calendario, non ci si fida a lasciare a casa il maglione di lana?!…ecco, proprio perché le mezze stagioni esistono (ancora), abbiamo deciso di indulgere qualche giorno in più nel tema food anche perché, restando in tema di cambio di stagione, certe idee non possono certo rimanere relegate nel fondo dell’armadio.
Marta Murelli




Let's Pizza

guarda il video

 Alla fine degli anni ‘90 Claudio Torghele da il via ad un progetto ambizioso: una vending machine, che in maniera completamente automatica  e utilizzando ingredienti naturali, è in grado di preparare e cuocere una pizza come un vero pizzaiolo; nelle foto il primissimo prototipo.
Per raggiungere il suo obbiettivo chiama una serie di consulenti.
Tra questi ci siamo finiti anche noi
…proviamo a raccontarvi in breve la parte di storia che conosciamo.


















Una machina che prepara la pizza come un pizzaiolo..idea geniale o sacrilegio?
E’ realmente possibile coniugare genuinità, tradizione e tecnologia?
La risposta sta a voi: procuratevi una banconota , andate a Malpensa (terminal 1 sala d’attesa partenze) rintracciate let’s pizza e Gnam!
La macchina impasterà per voi acqua e farina distribuendo pomodoro, formaggio e ingredienti secondo le opzioni che sceglierete, qualche minuto di attesa…e a voi il responso.
Cosa c’è dietro a un progetto del genere?
Beh… innanzitutto bisogna crederci..parecchio
Poi c’è del lavoro …TANTO!


L'odissea del pomodoro
Procediamo per gradi: Il primo grande ostacolo da superare vedeva come protagonista la salsa di pomodoro…come gestirla, distribuirla e conservarla?
Condividiamo le verità imprescindibili che l’esperienza ci ha insegnato:
Il pomodoro va distribuito in maniera uniforme su tutta la pizza,non devono rimanere zone scoperte altrimenti in forno succede un pasticcio!!
Il pomodoro si deteriora in poco tempo e diventa pericolosissimo se ingerito..ogni parte della macchina deve essere igienizzata in maniera efficace e semplice..
Semplicità ed economia: parole chiave per ogni progetto., fondamentali per il progetto Let’s pizza


La prima idea..'tentacolare'
Il primo prototipo, prodotto dai tecnici dell’azienda di Torghele,una piovra con trentadue tentacoli per distribuire la salsa in maniera uniforme su tutta la pizza, efficiente ma..qualche difficoltà per la puizia…












Ingredienti:
32 tubi in plastica per alimenti
Una elettrovalvola
Una pompa peristaltica
Un piano bucherellato
Salsa di pomodoro q.b.


La spirale di archimede
Il tubo che distribuisce la salsa accompagnato all’interno di una spirale; un solo tubo da ripulire, ma diversi problemi con movimento ed attriti..



Una volta imparati i fondamentali in materia di pomodoro…come risolviamo la questione?
Grandi tecnologie? frese a controllo numerico? taglio laser? cosa c’è nel “dietro le quinte”?
C’è una sega nastro,  dei pannelli di trucciolare e tanta ma tanta carta vetrata..
Procedendo tra tentativi, ispirate illuminazioni,accademici studi di bionica,ricordi d’infanzia,mettendo a frutto intere giornate passate da bambini a giocare al meccano… ecco come sono andate le cose.


L'ombrello rotante
Il meccanismo di un  ombrello si apre e contemporaneamente ruota, un altro sistema per disegnare una spirale, la prova sembra funzionare…si passa in officina
Il prototipo da buoni risultati,  ma il sistema gira veloce ed d il tubo tende ad attorcigliarsi perché il pomodoro va distribuito in meno di cinque secondi

































Alcuni oggetti, che abbiamo sempre sotto gli occhi fanno cose magiche..

Ingredienti:
Il meccanismo di un ombrello
Compensato
Un avvitatore elettrico
Il solito tubo siliconico
La solita pompa peristaltica
Un elastico di quelli seri
Due pulegge
Salsa di pomodoro

Lo spirografo
Un altro sistema per “disegnare” con il pomodoro sulla  pizza
Quando eravamo piccoli c’era un giochino divertente si chiamava spirografo
….ci si infilava la biro e poi si cominciava girare ottenendo forme incredibili..

Ingredienti:
Ingranaggi di legno
Lastre di trucciolare
Un avvitatore
La pompa e il tubo
Dime “spirografo” in legno

Una "macchina da scrivere" ..a pomodoro
Si alternano prove con meccanismi di distribuzione differrenti  ipotizzando anche sistemi usa e getta preferibili da l punto di vista igienico ma estremamente costosi e complicati nella movimentazione.
In foto Carlo , Giulio e Samuel alle prese con il pomodoro...




























Prove su prove.. si affrontano svariati problemi, non ultimi quelli relativi alle norme igieniche, ma i meccanismi non sono facili e la salsa che schizza come in un film horror non ha nulla di incoraggiante


Ingredienti:
Legno compensato
Nastro in PVC
Salsa di pomodoro


La foglia "bionica"


Le nervature delle foglie danno struttura alla superficie e contemporaneamente trasportano al linfa vitale.
La nostra foglia , ripiena di pomodoro, scorre sulle barre  e una volta arrivata sopra la pizza viene schiacciata da un pistone, il film nella parte inferiore  si rompe lasciando cadere la salsa


























Il sottovaso rotante


Finalmente ci siamo, il movimento circolare di un grande cuscinetto in acciaio associato alla rotazione di una barra.
Il risultato è la rototraslazione dell’anello al centro che accompagna il tubo nel disegno di una spirale sopra la pizza.. e lo fa in quattro secondi !




























Quando l’ingegnere  della Sitos  mi ha detto , beh. .. Ottima idea, potremmo davvero usare un “epicicloide” non avevo capito che si riferiva allaccrocchio che gli avevo portato fatto con le ruote del meccano e un sottovaso della giardineria… ma l’idea poteva funzionare, e allora…subito in officina!!!


Ingredienti:
Due sottovasi in plastica
Un barra fiettata
due ruote del meccano
Un iano di compensato
Un dado e un anello
Un tubo siliconico
La pompa
Il pomodoro

E il formaggio?
Se con la salsa ci siamo spremuti, con  il formaggio siamo “fusi”
Ci sarebbe anche la storia del salame piccante..
ma se la volete sapere dovete aspettare la serie TV.

La "Sparaformaggio"


Il formaggio viene stipato in vassoi usa e getta che avanzano sopra la pizza e si svuotano




































Ingredienti:
Trucciolare
Due pistoni idraulici
Fogli di PVC


Torghele con i tecnici e gli ingegneri che hanno definito il prototipi finali




















I disegni dello  spargi pomodoro registrati nell’ottobre 2006, uno dei sei brevetti internazionali presenti in Let’s pizza 























Hanno partecipato al progetto (se abbiamo dimenticato qualcuno, scriveteci!!):


Claudio Torghele
Luigi Malfatti
Carlo Dameno
Emanuele Dedominicis
Monica Ferrigno
Matteo Galbusera
Giulio Iacchetti
Masaki Yamamasu
Nicola Lainu
Gianluca Prati
Samuel Serrau
Taco Vandermaden
Mathieu Verona


guarda il video su: https://www.youtube.com/watch?v=B4_C1BmT-R8